Djanet

Terres Touareg

Djanet, il cuore del Tassili n’Ajjer

Scoprite la storia di Djanet, oasi del Sahara algerino, tra urbanistica tradizionale e passato coloniale, nel cuore del Tassili n’Ajjer.

Un’oasi millenaria nel cuore del Sahara

Djanet, capitale del Tassili n’Ajjer, è un comune della wilaya di Djanet dal 2019, precedentemente appartenente alla wilaya di Illizi. Questa oasi emblematica del Sahara algerino conta circa 20.000 abitanti, in maggioranza appartenenti al popolo Tuareg. Un tempo chiamata Fort Charlet durante il periodo coloniale, Djanet è oggi nota per la sua forte identità sahariana e la sua ricchezza storica.

Il termine “Djanet” è spesso associato a diverse possibili origini, tutte legate alla bellezza e alla tranquillità dell’oasi.
Secondo una spiegazione popolare, Djanet (o El Djennat) sarebbe il plurale di Djenna, che significa “paradiso” in berbero.
Un’altra leggenda narra che un Targui, alla ricerca dei suoi cammelli, avrebbe chiesto dove si trovassero; il suo compagno gli avrebbe risposto “Jennat”, significando che erano seduti e tranquilli, il che avrebbe dato il nome alla città.
Infine, alcuni vedono un legame con l’arabo Jannat (جنات), che significa anch’esso “giardini” o “paradiso”, in riferimento al verde eccezionale dell’oasi.

 

Una posizione geografica strategica e sacra

Situata a 2.300 km a sud-est di Algeri, vicino al confine con la Libia, Djanet si trova non lontano dall’oasi di Ghat e a circa 200 km dal Niger. È annidata a est dell’erg Admer, ai piedi dell’altopiano del Tassili n’Ajjer, a 1.050 metri di altitudine.

La città è attraversata dal fiume Idjeriou (il mare, in tamasheq), che alimenta i palmeti e garantisce la fertilità della valle, vera e propria fonte di vita nel deserto.

Un’organizzazione urbana unica

L’urbanistica tradizionale di Djanet si è sviluppata attorno a tre villaggi principali: El-Mihen, Azelouaz e Adjahil, situati a pochi chilometri l’uno dall’altro. Questi villaggi, arroccati su picchi granitici che dominano il wadi, godono di una posizione difensiva naturale.

A questi antichi nuclei si aggiungono oggi Aghoum, In Abarbar e Ifri, che formano un tessuto urbano esteso ma sempre radicato nell’ambiente minerale del deserto. La città è irrigata da numerose sorgenti, che consentono di coltivare palme da dattero e piante alimentari nel letto del wadi.

Secondo la tradizione orale, Djanet avrebbe contato fino a 14 villaggi, molti dei quali sarebbero stati spazzati via da un’alluvione, costringendo i sopravvissuti a raggrupparsi sulle alture.

 

Una storia radicata nella preistoria e nella resistenza

Djanet è abitata da oltre 10.000 anni, come testimoniano le pitture e le incisioni rupestri del Tassili n’Ajjer. Questo periodo, chiamato Neolitico africano, era caratterizzato da un clima più umido, una fauna abbondante e una fiorente vita pastorale.

Nel Medioevo, Djanet fu fondata dai Tuareg, grandi nomadi del Sahara. Il loro insediamento nella regione fu accompagnato dallo sviluppo di uno stile di vita adattato alle difficoltà del deserto, tra commercio carovaniero, pastorizia e rituali sahariani.

Tra colonizzazione e resistenza

All’inizio del XX secolo, gli Ottomani, insediati nel Fezzan (Libia meridionale), perdono progressivamente la loro influenza di fronte all’avanzata degli europei. La guerra italo-turca del 1911 segna la loro sconfitta e i francesi conquistano Djanet il 27 novembre 1911, sotto il comando del capitano Édouard Charlet alla testa della compagnia meharista sahariana. Lo sceicco Amoud Ibn Mokhtar, figura di spicco della resistenza tuareg, viene quindi cacciato.

Ma nel 1916, quest’ultimo contrattacca da Ghat con una cinquantina di combattenti e riprende temporaneamente la città. Djanet torna ad essere francese solo nell’autunno del 1918 e da allora sarà ribattezzata Fort Charlet.

 

Djanet dopo l’indipendenza

Il 18 marzo 1962, gli accordi di Evian sanciscono la fine della guerra d’Algeria. Djanet ritrova così il suo nome originario e la sua identità tuareg. Oggi rimane un forte simbolo dell’attaccamento del popolo tuareg alla sua terra e della resilienza delle culture sahariane di fronte agli sconvolgimenti della storia.

Djanet, molto più che una città, è un riflesso vivente della storia del Sahara algerino. Tra oasi millenarie, patrimonio tuareg e tracce rupestri del Tassili n’Ajjer,
incarna un’identità unica, radicata nel deserto e proiettata verso il futuro.

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